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Vuoi imparare come conservare l’olio extravergine di oliva? Ottima scelta! Una buona conservazione permette all’olio di mantenere il proprio gusto, gli odori ed i propri effetti benefici.

L’olio extravergine di oliva è uno dei migliori grassi che si possano introdurre nella propria alimentazione, non a caso viene considerato elemento imprescindibile della dieta mediterranea. Tale privilegio gli è concesso dalla caratteristica di derivare dal frutto e non dal seme.

Per mantenere intatte le sue peculiarità bisogna avere l’accortezza di conservarlo nelle migliori condizioni possibili, dettate non solo dal buon senso.

In generale la vita dell’olio extravergine di oliva è relativamente breve, e non dovrebbe superare di molto l’anno. Sicuramente tra i tre e gli otto mesi di vita dà il meglio di sé.

La legge ci dice che la scadenza dell’olio EVO va fissata a diciotto mesi dalla data dell’imbottigliamento, ed anche la saggezza popolare ci fa sapere che è bene consumare “olio nuovo e vino vecchio”, ciò non toglie che con i giusti accorgimenti si può ritardare l’invecchiamento o evitarlo del tutto prima del consumo.
Anche perché, anche superati i fatidici diciotto mesi, magari non si potrà pretendere lo stesso odore dell’olio appena imbottigliato ma le proprietà nutritive restano intatte.

La giusta temperatura

Innanzitutto va evitato di esporre l’olio a luce e calore, che tanto bene hanno fatto alle olive da cui è stato estratto, ma che si rivelerebbero letali per l’aroma e il gusto del prodotto finito.

E’ importante non esagerare con la temperatura dei locali in cui si sceglie di conservare l’olio EVO perché dovranno essere freschi ma non freddi. La temperatura ideale parte da un minimo di 13 gradi e non supera un massimo di 18.

In un ambiente freddo l’olio finirebbe col coagularsi. La coagulazione può arrivare anche a temperature più alte, in base alla provenienza dell’olio, per cui meglio non rischiare brutte sorprese, visti anche gli oli “meticci” che si trovano negli scaffali dei supermercati.

Nella scelta del punto della casa in cui riporlo si dovrebbero privilegiare le zone fresche e lontane dalla luce diretta, ed evitare assolutamente i posti vicini ai fornelli o al forno, e il frigorifero.

L’olio tende a fare propri anche gli odori esterni, quindi è auspicabile durante la conservazione o l’utilizzo la lontananza da prodotti come a aceto o vino.

Il tipo di contenitore da usare

Nelle fasi di acquisto e di salvaguardia dell’olio extravergine di oliva è importante conoscere e dare valore sia al contenuto che al contenitore.

I contenitori ideali per la conservazione dell’olio extravergine di oliva, che poi sono quelli che abitualmente acquistiamo, non devono permettere alla luce di arrivare a diretto contatto col liquido, come le classiche bottiglie in vetro scuro o le lattine in banda stagnata.

Se si acquista olio in lattina, sarebbe comunque preferibile travasarlo in bottiglie di vetro, questo perché, una volta aperta, a contatto con l’ossigeno potrebbe acquisire un sapore “metallico” entro un paio di settimane. Tra l’altro le lattine spesso contengono grandi quantità di prodotto e lo spostamento in bottiglie di vetro più piccole sarebbe un ottimo accorgimento perché l’olio andrebbe tenuto in contenitori pieni.

Può capitare (ma non deve succedere) che si acquisti l’olio “sfuso” in bidoncini di plastica. In quel caso va travasato immediatamente perché la plastica è “nemica mortale” dell’olio.

L’acido oleico attacca la plastica  producendo sostanze nocive alla salute che finiscono nell’olio. Se si versa dell’olio in una bottiglia di plastica trasparente in pochi giorni si assisterà ad un cambiamento nel colore della bottiglia a contatto con il liquido.

Evitare il contatto con metalli come ferro e rame, perché possono dare avvio all’irrancidimento.

L’importanza del tappo

Anche il tappo ha un ruolo importante per far sì che un altro “nemico” dell’olio, l’ossigeno, non lo rovini. Il beccuccio sotto al tappo ha una forma studiata per farlo defluire agevolmente.

Qualsiasi contenitore venga scelto per la conservazione dell’olio è sempre importante fare attenzione che sia ben chiuso. Anche dopo l’utilizzo si dovrebbe avere l’accorgimento di chiuderlo.

Come prodotto, infatti, l’olio tende ad impregnarsi degli odori attorno a sé. Che siano piacevoli o meno, sarebbe un peccato rovinare un prodotto già perfetto coi suoi aromi naturali, con qualcosa di estraneo.

Se la conservazione ha rispettato questi pochi ma importanti consigli, l’olio continuerà a mantenere la sua mediana di pregi: fruttato, amaro e piccante.

Al ristorante

Nei ristoranti, per legge, l’olio dovrebbe essere servito in bottiglie etichettate e provviste di tappo antirabbocco. Vietati sia le oliere, sia le bellissime ampolle cui siamo abituati, che non garantiscono al consumatore il miglior prodotto possibile e rischiano di contenere oli mischiati tra loro.

Lo stoccaggio

Subito dopo l’estrazione l’olio non è immediatamente commestibile, il sapore intenso difficilmente incontrerebbe il palato di tutti, motivo per cui viene lasciato a riposare qualche giorno.

Ciò permette anche ai residui morchiosi di depositarsi sul fondo in attesa di vari travasi che li eliminerà definitivamente. Durante questo periodo di attesa avviene una chiarificazione dell’olio, che non vuol dire che esso divenga limpido o trasparente, ma che viene decantato e liberato dalla morchia, mantenendo il proprio colore intenso ed opaco.

L’olio, in alternativa ai travasi, può essere filtrato con apposite membrane.

La nostra azienda

L’olio Viridior viene venduto in eleganti bottiglie di vetro verde scuro dalla forma squadrata che possono contenere o 250 ml di olio o 500 ml. Piccole quantità che tutelano il prodotto al loro interno.

Al momento della produzione la nostra azienda conserva l’olio in appositi silos per alimenti in acciaio inox, in assenza di ossigeno, attraverso l’utilizzo di gas inerte come l’azoto, e a temperatura controllata. Ciò consente di mantenere elevati standard qualitativi e, soprattutto, offrire al consumatore finale un prodotto dalle inalterate caratteristiche organolettiche.